Il Medio Oriente Insanguinato dalle Guerre

Ormai da decenni il Medio Oriente appare come il principale focolaio di guerre al mondo, e negli ultimi mesi sembra che ci sia stata un'ulteriore precipitazione della situazione, con conflitti sempre più feroci che sembrano diventati impossibili da fermare.

Pakistan

PakistanPartiamo dall'estremo confine orientale di quello che viene giornalisticamente chiamato Medio Oriente, e che in realtà è una zona molto ampia del mondo che va dall'Asia Centrale a tutto il Nord Africa. Partiamo quindi dal Pakistan, un paese incredibilmente instabile dal punto di vista politico, attraversato da forti tensioni interne e esterne, con l'eterno fronte con l'India, quello assai meno noto con l'Iran e l'altro, anch'esso di lungo corso, con l'Afghanistan. Gli eventi che riguardano questo enorme paese ricevono una copertura mediatica di gran lunga inferiore rispetto ad altri che sono percepiti come più vicini all'Occidente, ma è in Pakistan che si sta giocando una delle più importanti battaglie di interessi (oltre che una battaglia vera e propria) a livello mondiale, che vede coinvolti gli Stati Uniti, la Cina e il fondamentalismo islamista. L'Afghanistan, oggi territorio più conteso che mai anche se poco se ne parla, vive un periodo buissimo della sua storia, che non sembra potrà risolversi a breve.

Iraq e Siria

IraqAvvicinandoci a noi, arriviamo alla zona della mezzaluna fertile. L'Iraq e la Siria, ormai un unico campo di battaglia, sono attraversati da una guerra civile che vede contrapporsi milizie islamiste a volte in contrasto tra loro, milizie organizzate su base confessionale (sciite o sunnite), l'esercito del dittatore Assad e i rimasugli dell'esercito iracheno, con in più l'intervento esterno dell'aeronautica statunitense e dei paesi alleati. Peculiare invece la situazione in Kurdistan, dove è molto forte la presenza di forze democratiche che combattono contro il terribile ISIS.

Conflitto Israelo-Palestinese

Venendo ancora più vicino a noi, c'è il dilaniante conflitto Israelo-Palestinese, che ha visto questa estate un'ennesima recrudescenza, e poi c'è la Libia, anch'essa un campo di battaglia per islamisti affiliati all'ISIS, che proprio nel paese nordafricano a volte, purtroppo, trovano ostaggi occidentali tra i lavoratori delle molte aziende straniere che lì operano.

Il Motore di tutte queste Guerre

Il motore di tutte queste guerre, come del resto è sempre, sono ovviamente le risorse presenti in quei paesi, ovvero i combustibili fossili. Il Medio Oriente, con paesi come l'Arabia Saudita, l'Iraq, l'Iran e la Libia in testa, rappresenta il luogo da cui oggi proviene la maggior parte del petrolio del pianeta, e per questo è un territorio conteso, sia da potenze esterne, come gli Stati Uniti, sia da potenze regionali interne che cercano di conquistarsi l'egemonia sulla zona, come l'Arabia Saudita e l'Iran.

Non c'è alcun dubbio che la presenza di così tanti fronti di guerra sia – oltre che un disastro per le popolazioni che ci vivono – un problema a livello globale, che crea un aumento del pericolo del terrorismo e una degenerazione delle relazioni tra l'Occidente e il mondo musulmano.

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