Cos'è l'ISIS e perché fa tanta paura

isisSpesso dai reportage dei media tradizionali non è affatto facile capire di che si parla quando si parla di ISIS, né è semplice farsi un'idea della portata del pericolo che rappresenta. Proviamo qui a spiegarlo.

Questo esercito che si definisce “stato islamico” è l'ultima evoluzione del fondamentalismo combattente di al-Qaida, ma rappresenta anche qualcosa di diverso e di nuovo, che per certi versi è effettivamente più pericoloso della milizia di Bin Laden.

Questo perché al-Qaida era una forza militare e terroristica che aveva come obiettivo la caduta dei governi filo occidentali nel mondo musulmano, per creare un fronte radicale islamista transnazionale che doveva opporsi all'imperialismo occidentale. La guerra in Iraq, con il caos che ha generato, la guerra civile e gli immensi vuoti di potere lasciati dalla ritirata delle truppe statunitensi, ha permesso ai fondamentalisti di immaginare il passaggio successivo: la fondazione di un nuovo stato, basato su un'interpretazione violentissima e reazionaria dell'Islam sunnita, simile a quella che è in vigore in Arabia Saudita. Per implementare e ampliare questo nuovo stato, l'Isis utilizza la brutalità più terribile, con la quale intende sottomettere a forza le popolazioni musulmane e annientare quelle non musulmane.

James FoleyInizialmente questa armata agiva tra le varie brigate islamiste siriane, e grazie all'opposizione al regime di Assad è riuscita a ottenere armi e finanziamenti dalle petro-monarchie del Golfo e dalla Turchia. Con le forze acquisite in Siria ha quindi puntato sull'Iraq, riuscendo a conquistare alcune importanti città del nord e a mettere le mani su ricchi pozzi di petrolio. Ora che l'Occidente, con i paesi del Golfo e la Turchia alleati, ha deciso di intervenire e combatterli, è il petrolio la principale fonte di introiti per l'Isis, una fonte che sembra assicurare al Califfato tre milioni di dollari al giorno.

È chiaro che con una simile quantità di denaro che fluisce nelle sue casse, il Califfato fa davvero paura. Anche perché la sua influenza si è già estesa in Libia, a un passo dalle coste italiane. È questa minaccia che ha spinto USA, Europa e paesi alleati a intervenire con raid aerei sul nord dell'Iraq e in Siria. Tuttavia è ovvio che in Iraq, un paese completamente distrutto, in cui il governo centrale si è dissolto e la popolazione è allo stremo, la potenza economica che l'Isis ora rappresenta sia la sua più forte base, più forte delle basi militari su cui i raid puntano.

Gli allarmi che parlano dell'Isis come di una nuova minaccia terroristica per l'Occidente però non tengono conto di una cosa: che oggi il Califfato è una minaccia prima di tutto per le popolazioni che si trovano a subire la sua avanzata, portata avanti a colpi di esecuzioni sommarie, deportazioni e violenze di ogni genere.

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