La Guerra in Ucraina

UcrainaEra cominciata all'inizio del 2014 come una protesta contro la terribile crisi economica che affama il paese, la crisi che nell'arco di poco tempo ha portato alla caduta del regime di Yanukovic e allo scoppio di una guerra che oggi è ancora più preoccupante che mai. Da una parte c'è la Russia di Putin, che non vuole perdere la sua influenza sulla grande terra agricola ucraina e sul corridoio che essa rappresenta verso il Mar Nero e verso l'Europa. Dall'altra parte c'è l'Unione Europea, anch'essa con le sue mire espansionistiche.

Già a marzo è apparso chiaro quanto questa guerra sarebbe stata in grado di cambiare la fisionomia di quella zona ai confini dell'Europa. L'11 di quel mese, a seguito della caduta di Yanukovic avvenuta pochi giorni prima, la Crimea e la città di Sebastopoli, zone sotto una forte influenza russa, hanno dichiarato l'indipendenza e la volontà di annessione alla Russia. All'inizio di aprile altre tre zone si sono dichiarate repubbliche indipendenti: Donetsk, Khariv e Lugansk.

L'Ucraina è oggi un paese dilaniato dalla guerra civile, che ha già provocato migliaia di morti e che, nonostante sia stata ufficialmente dichiarata una tregua a inizio settembre, non si è in realtà ancora placata. A Kiev è stato eletto un nuovo governo, quello del premier Poroshenko, che guarda all'Europa e che a giugno ha firmato un trattato di libero scambio con l'UE, proprio come il suo predecessore Yanukovic non voleva fare. Il governo di Kiev è sostenuto dall'Occidente e in patria gode, si fa per dire, dell'appoggio di milizie di estrema destra che hanno compiuto terribili atrocità contro la popolazione.

Circa un terzo della popolazione di quella che era l'Ucraina fino a un anno fa è di lingua russa, o ora i russi ucraini si ritrovano perseguitati nella nuova Ucraina nazionalista, o sono costretti a spostarsi nell'est vicino alla Russia, dove però imperversa la guerra e l'incertezza regna.

L'Europa guarda ovviamente con grande preoccupazione alla situazione ucraina, e le tensioni con Mosca hanno subito una preoccupante escalation. Il 12 settembre, subito prima della ratifica dell'accordo con il governo di Kiev, l'UE ha varato nuove sanzioni contro la Russia, e altre sanzioni contro Putin sono arrivate dagli Stati Uniti. L'accesso ai mercati europei è stato limitato per le cinque banche statali russe, per tre grandi industrie delle armi e per tre produttori di petrolio. Inoltre i beni finanziari di una ventina di oligarchi sono stati congelati e è stato negato loro il permesso di viaggiare in UE.

Putin ovviamente non è rimasto a guardare, e il passaggio alle frontiere con la Russia delle merci provenienti dall'Europa è reso difficile. Il presidente russo minaccia anche di rallentare le forniture di gas e di bloccare le importazioni di auto e abbigliamento dall'UE.

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