SI POTREBBE
Si potrebbe. E’ possibile vincere le paure e prendere sul serio quel che ci dicono in tanti: intorno a Giuliana è scattato un sentimento di solidarietà che chiede la liberazione della nostra compagna. In tante città già si vede il segno di questo scatto, quasi la volontà di trasformare un moto in un movimento. Come se una donna prigioniera, con un volto che tutti hanno imparato a riconoscere, avesse la forza di risvegliare i sentimenti della maggioranza della popolazione, contraria alla guerra e a ogni terrore, e forse, oggi, pronta a battersi con parole e azioni di pace per far cessare l’una e l’altro. Guerra e terrore che non sono finiti quando l’ha decretato Bush, né quando una parte della popolazione irachena ha sfidato bombe e autobombe per andare a votare. E’ frutto anche di quella guerra il rapimento di Florence e Giuliana e di chi oggi è nelle mani di chissachì, in un inferno iracheno fatto di oppressione e autobombe che allungano l’elenco dei civili ammazzati.Si potrebbe organizzare una manifestazione nazionale per la pace e la liberazione di Giuliana, ci dicono in tanti, servirebbe a tenere alta l’attenzione. Si potrebbe fare a Roma, sabato 19 febbraio, sperando che si trasformi nella festa per l’avvenuta liberazione di Giuliana. Si potrebbe.